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Piz Scalotta

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Piz Scalotta: anche qua il vento l’ha fatta da padrone nei giorni scorsi presentando il Piz Scalotta come non l’avevo mai visto: salendo da Bivio fino alla deviazione per la Val Gronda nessun problema poi a sx nel vallone bisognava cercare il passaggio tra i sassi tanto che a un certo punto ho pensato di levare gli sci e continuare a piedi, come in precedenza qualcuno aveva già fatto. In discesa dopo alcuni slalom trà i sassi nella parte iniziale per il resto neve di tutti i tipi che cambiava in continuazione,versola fine ancora tratti di polvere (magra consolazione). Almeno oggi il freddo non l’ha fatta da padrone ,al contrario, il clima e la visibilità erano ottime. Sulla cima trovato Rovedatti, Giuseppe ,Lorenzo, Angelo partiti da Stalveder. Azzeccare dei posti dove trovare buone condizioni al momento è un rebus e si va per tentativi e sopratutto per km. Per tornare da Stalveder a Bivio si può utilizzare l’autopostale. Il sito per reperire informazioni è: Orario Autopostale. Altrimenti ci si deve organizzare con più auto.

Feil

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SALITA: da Stierva 1375m salire i prati soprastanti in direzione SW, passando per Plang Sumvei > Tiragn, salire la Val Carpetla e raggiungere le belle baite di Narglesa 1884m, successivamente all’Alp da Stierva 2073m, per bei e ampi pendii si raggiunge la dorsale del Feil oltre la quota 2341m si arriva alla prima quota 2442m ed in successione le altre in direzione S 2459m 2501m dove è presente una croce in legno e l’ultima di 2551m, quest’ultima quota, su terreno un po’ più ripido ed esposto.

DISCESA: oltre la via di salita è possibile scendere quando l’innevamento lo permette fino a Tifencastel 859m.
Discesa su Tifencastel: nei pressi della quota 2501m scendere verso SE passando a N dell’Alp Sot Tgernas 2261m fino a circa 2160 m dove bisogna fare una breve scalettata ed in seguito in direzione E si scende nei pressi di Cantari e alla quota 1970m e in breve si raggiungono le belle baite di Munter 1944m, tenendosi sulla sinistra a circa 1880 m si scende nel bosco in una valletta e passando da Tgant Plueischene successivamente si raggiunge Planezza 1661m, da dove per bei prati inframezzati di tanto in tanto da qualche fascia di bosco si passa presso Pardaglias 1400m circa, passando in seguito da Suldadas e da Sendas e Fals e poco sotto si raggiunge la strada cantonale che sale a Mon e Stierva, la si attraversa in un paio di punti ed in seguito al tornante di 1030m alla sua sinistra si scende a Foppa ed in breve per le ultime radure si raggiunge deviando a destra la stradina e la quota 889m ed in breve a Tifencastel 859m.

Gita effettuata con Giovanni Rovedatti.

Trasferta un po’ lunghina con strade ancora parzialmente innevate e con il termometro della macchina in continua discesa tanto che, dopo i -27 del passo Julier, alla partenza ci sono -17° .

Vedendo lo spettacolo di neve in zona non ci abbiamo più pensato e siamo partiti precedendo altri 3 scialpinisti che sono stati anche gli unici incontrati in tutto il giorno.

Saliti con il sole in bellissimo ambiente senza un filo di vento che purtroppo si è ripreso la rivincita sulla cresta al momento di levare le pelli e stringere gli scarponi, con -27 abbiamo deciso di saltare il picnic e, salutato Eliana che con le ciaspole e i cani ritornava lungo la via di salita, saltata la cornice ci siamo fiondati in direzione Tiefelcastel.

Appena saltata, la cornice, ha fatto il suo dovere senza un filo di vento fino all’arrivo.

Peccato che verso la fine bisogna attraversare le strada che sale a Stierva 3 volte ma è un pegno che si paga più che volentieri per una sciata così, tanto più che oggi con strada innevata neanche si levano gli sci.

Un grazie particolare a Eliana che ha riportato Paolo a recuperare l’auto a Stierva.

Cima Forzellina

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Gita effettuata da Giovanni Rovedatti.

SALITA: da Peio Fonti (pressi Albergo Adler) 1370m circa, seguire la strada innevata che conduce all’Albergo Belvedere 1435m. Ora salire per l’ottima mulattiera (segnavia n° 126) che permette di superare, in direzione grossomodo WSW, la fascia di bosco per accedere alla Val Comasine. Quest’ultima si raggiunge, dopo aver superato un ripido ma piuttosto agevole canale, ad una quota di circa 1825m. Seguirne poi il fondovalle fin nei pressi di Malga Mason 2178m. La strozzatura successiva della valle, si supera per un evidentissimo dosso in direzione ESE. Proseguire quindi per il piatto e poco inclinato fondovalle (in direzione SW) fin nei pressi della quota 2463m. Piegare ora decisamente verso WNW e sempre per dolci pendii portarsi sulla dorsale SE della Cima Forzellina nei pressi della quota 2668m. Seguire allora la semplicissima dorsale fino alla vastissima vetta della Cima Forzellina 2829m.

DISCESA: per il medesimo itinerario. Con neve sicura, è possibile scendere per la divertente pala SE della cima, puntando dalla vetta alla quota 2603m.

Cima di Profa Alta

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Gita effettuata da Giovanni Rovedatti.

SALITA: dal parcheggio salire per la stradina di servizio della Valle di Rezzalo, fino a raggiungere la chiesetta di San Bernardo 1851m e le Baite Gnera. Poco oltre, si entra verso NNW in una evidente valletta, inizialmente semi pianeggiante, (spesso “ricettacolo” di slavine provenienti dai vasti pendii superiori) fino ad intravedere, al suo termine in alto sulla destra, (N) le baite di quota 2167m. Raggiunte queste ultime per ripido pendio, si prosegue fino a quelle di Pollore 2200m circa. In caso di dubbi o recenti nevicate è consigliabile evitare questa valletta, salendo in sicurezza dal sentiero estivo che si snoda sulla sinistra orografica di detta valletta. Dalle baite di Pollore, salire ora in direzione NW fino a circa 2400m. Poi intraprendere una diagonale (in direzione WNW), sui dolci pendii della Val di Gnera, a raggiungere la base (a 2750m circa) dell’arrotondata dorsale che scende dalla spalla posta immediatamente ad oriente dalla vetta della Cima di Profa Alta. Salire per essa; poco prima di raggiungere la cresta, deviare a sinistra ed in piano portarsi alla base del ripido (ma brevissimo; circa 30m/dislivello) pendio sommitale. Con buone condizioni si raggiunge così la vetta sci ai piedi.

DISCESA: per il medesimo itinerario.

VARIANTE DI DISCESA: con condizioni assolutamente sicure, è possibile intraprendere la discesa direttamente per la Val di Gnera. Dal colletto alla base del pendio sommitale, scenderne il suo ripido versante S. Poi si prosegue la discesa per dolci pendii, passando nei pressi delle quote 2729m, 2555m e 2397m. Puntare ora ad un evidente masso (a forma di torre) sul fondo della Val di Gnera. Con percorso ripido (S4) si scende per la valle, andando a ricongiungersi con le tracce di salita in vista delle baite di quota 2167m.

Monte Pagano

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Gita effettuata da Giovanni Rovedatti.

SALITA: dal tornante a quota 1240 m circa, sulla strada principale per il Passo del Mortirolo, imboccare la vecchia strada del Mortirolo. Essa sale passando dai bei maggenghi di Prato del Lares 1302 m e Bergamaschi a ricongiungersi con la principale a quota 1600 m circa. Seguire per brevissimo tratto quest’ultima strada; prima di passare il ponticello di quota 1633 m, svoltare a destra e salire i bei prati di Cantia. Superare una brevissima fascia di bosco e salire i successivi prati fino alle baite di Marina 1844 m (non nominate ne quotate su CNS). Salire ora per un bosco di larici mediamente fitto e piuttosto ripido (direzione E), seguendo grosso modo lo spartiacque con la Valle di Grom. Verso la quota 2076 m, si lasciano gli ultimi larici e, proseguendo sempre sulla medesima dorsale si arriva su quella proveniente dal Pian di Locher. (Attenzione ad un ultimo, breve ma ripido tratto, da superare proprio per raggiungere questa dorsale). Ora deviare in direzione NE e per la poco inclinata dorsale salire all’amplissima vetta del Monte Pagano, comodamente sci ai piedi.

DISCESA: per il medesimo itinerario.

Dosso Resaccio

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Gita effettuata da Giovanni Rovedatti.

Passare attraverso Tee di Pila 2000 m circa, Le Piazze 2456 m, sella quota 2646 m. Scendere sul dosso appena a N di Lago Nero fino alla quota 2268 m (un poco a S della Bocchetta Trelina 2283 m). Ora salire lo splendido vallone dominato a meridione dal Dosso Resaccio. Passando nei pressi della quota 2551 m si punta alla evidente depressione posta a W della vetta del Dosso Resaccio. Prima di raggiungere la cresta spartiacque, una inaspettata vallecola permette di raggiungere (direzione E) sci ai piedi il Dosso Resaccio 2719 m.

Piz Pian Grand

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Gita effettuata da Giovanni Rovedatti.

SALITA: dalle case di Spina (piccolo parcheggio sotto gli alberi), attraversare l’ampio prato e superare la Moesa per mezzo dell’evidente ponte. Salire tra le case di Scot per reperire la mulattie04ra (1327m) che porta alle baite di Pignela Sot seguendola verso NW in leggera salita superando alcuni ruscelli. Poco sopra le baite di Cif vi è una baita isolata, da qui due possibilità:
a – attraversare la radura in salita verso SW, superare l’impluvio del ruscello ed innalzarsi per il fitto bosco fino alla quota 1604m (solo su CNS 1:25mila), indi proseguire nella medesima direzione, superare un secondo canalone più pronunciato e, uscendo dal bosco arrivare all’alpe I Cebi (1720m).
b – rimanere sulla mulattiera e proseguire oltre il ponte 1390m fino alle baite di Pignela Sura (1472m), da qui seguire faticosamente il sentiero estivo in direzione SW, che mantenendosi al limitare del bosco porta all’alpe I Cebi (1720m).

Dall’alpe innalzarsi per il ripido pendio di larici verso W e da quota 2000m spostarsi progressivamente verso destra (NNW) puntando all’evidente Bocca de Rogna (2400m). Abbassarsi sul versante Val Calanca di una decina di metri ed effettuare un traverso in direzione SSW per immettersi nella valletta finale. Percorrerla con giro in senso orario e percorrere in sci o a piedi gli ultimi metri fino alla cima (stazione anemometrica).

DISCESA: per il medesimo itinerario. con buone condizioni è possibile scendere direttamente a Cif per il ripido bosco.

Pizzo Meriggio

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Gita effettuata da Giovanni Rovedatti.

SALITA: Dai pressi della Chiesa di San Carlo 557 m (Faedo Valt.), stacca una stradina che con largo giro in senso antiorario conduce a Gaggi 780 m. Ora salire in direzione SW seguendo una mulattiera nel bosco. Si giunge così a San Bernardo 1052 m. Salirne i suoi bei prati per entrare poi nel soprastante, rado bosco. Salirlo in direzione SSW a raggiungere il Dosso della Croce 1446 m. Proseguire, sempre per rado bosco e sempre in direzione SSW, ad incrociare il, quasi sempre tracciato, itinerario al Pizzo Meriggio, (attorno ai 1800 m di quota). Ancora rado bosco e medesima direzione, tagliando i tornanti di una strada dalla dubbia utilità, per giungere alla base del costone NNE della Punta della Piada 2122 m.
Verso i 2000 m aggirare verso E la Punta della Piada 2122 m, arrivando così al colletto a S di quest’ultima (2090 m circa). Ora con percorso inconfondibile seguire il costone NE del Pizzo Meriggio. Esso oltre la quota 2228 m, si restringe in una cresta, sempre percorribile però con gli sci fino alla croce di vetta.

DISCESA: Per il medesimo itinerario. Tener presente che da San Bernardo a Gaggi, a meno di un innevamento eccezionale, è preferibile seguire la stradina che, pur con un lunghissimo giro in senso orario e numerosi, noiosi saliscendi, permette di evitare il poco sciabile bosco.